Invitato da Sergio Di Giacomo, ho seguito, qualche tempo fa, al glorioso Gabinetto di Lettura, la conferenza del professore italo-maltese Joseph M. Brincat dell’Università di Malta su “Pirandello e Malta”, in occasione del 150° anniversario della nascita (1867) del grande scrittore siciliano.

Sono stato positivamente impressionato dalla chiarezza del discorso storico-critico del professore che, avvalendosi di una ricca (e piacevole) documentazione filologica condita da arguzia e ironia, ha dimostrato come Pirandello abbia sempre tenuto un atteggiamento ambiguo nei confronti di Malta, già poco amata dalla madre, che vi era vissuta con tutta la sua famiglia al seguito del padre Giovanni Ricci Gramitto, esule nell’isola dopo la rivolta antiborbonica del 1848.

Mi ha colpito, in ispecie, lo spoglio, che il professore ha offerto, con garbo, all’uditorio, di alcune lettere, di una poesia, di due novelle e soprattutto del romanzo di Pirandello, I vecchi e i giovani, al fine di documentare, senza paludamenti accademici e con espliciti riferimenti testuali, la sua tesi. Quanto dire che ho giusepperando.itavuto modo di apprezzare ieri, a Messina, fuori dai normali circuiti universitari, mischiato al pubblico dei non addetti ai lavori, una ricerca, che ha ampliato la conoscenza di un grande scrittore costituendo un piccolo, ma oggettivo contributo scientifico. Il che – sia detto a chiare lettere – era frequente, se non usuale, nell’Università, prima che prendessero piede, nei territori dell’italianistica e della contemporaneistica in ispecie, metodi di lavoro improntati al bellettrismo (imbellettamento inconcludente dei testi letterari), all’impressionismo gratuito (magari sub specie di critica stilistica) o – peggio – al plagio più o meno camuffato.

Onore al merito. E grazie anche a Lia Fava Guzzetta che ha propiziato l’incontro de messinesi col professore Brincat.

 

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